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GIORNATA DEL DONO

Fassino: "La cultura dell'offerta ha radici profonde nel nostro paese"

17 Settembre 2015

Il primo Giorno del Dono 2015, che verrà celebrato dall’IID il 4 ottobre presso Expo

“L’Anci ha assunto questa iniziativa sollecitando i Comuni ad aderire e farne una giornata di sensibilizzazione e mobilitazione e dove possibile anche di raccolta fondi”. Così il presidente dell’Anci e sindaco di Torino Piero Fassino intervenendo presso la sala stampa della Camera dei deputati a Roma, alla conferenza stampa di presentazione della collaborazione tra l’Istituto Italiano della Donazione (IID) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani che ha aderito con slancio all’iniziativa promossa dall’IID, invitando i Comuni del territorio a diventare protagonisti della primo Giorno del Dono 2015, che verrà celebrato dall’IID il 4 ottobre presso Expo. Dopo l’invito lanciato dall’Anci a tutti i primi cittadini italiani, sono già 80 i Comuni che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e agli ideali che lo animano.
Presenti, oltre al presidente Anci  anche il Presidente IID Edoardo Patriarca e la giornalista del  Tg1  Giovanna Rossiello che ha moderato la giornata.
“Questa iniziativa – ha detto il Presidente Anci – ha un senso per due ragioni: il nostro Paese è caratterizzato da una rete di volontariato, no profit, associazioni di varia natura e forme di mecenatismo civico che costituiscono una intelaiatura preziosa per la vita della comunità e un’affermazione di valori di solidarietà. La seconda ragione è che le attività di queste organizzazioni è cresciuta nella concreta incidenza delle politiche pubbliche perché la riduzione di risorse pubbliche conseguente alle politiche di rigore austerità che si sono applicata in questi anni con le varie spending review ha sempre ridotto le risorse a disposizione degli enti pubblici e se i Comuni sono riusciti, in molti casi, a mantenere inalterata l’offerta di servizi è stato perché alle loro risorse minori si sono congiunte altre risorse di natura privata che hanno consentito di garantire che i cittadini non venissero penalizzati dalla riduzione di risorse pubbliche”.
In tal senso, Fassino pensa “a quanti sono i plessi scolastici italiani i genitori che si attivano per intervenire sulla manutenzione delle scuole, penso a quante sono le organizzazioni che intervengono nel sistema del sistema del welfare; penso alla cultura, a quanto il mecenatismo civico di persone associazioni o imprese contribuisce a garantire offerta cultura alta nel paese. Penso, infine, al contributo che avvenendo in questi mesi in Italia e che risponde alla cultura del dono vale a dire l’accoglienza dei profughi e degli immigrati; a tal proposito a Torino ospitiamo quasi mille profughi e lo facciamo grazie alla rete di solidarietà che sta  lavorando insieme all’amministrazione”.
“La cultura del dono ha nel nostro Paese radici profonde – ha sottolineato il sindaco di Torino – e le ha naturalmente in una storia che vede nel cattolicesimo sociale una delle radici fondamentali della nostra identità culturale e sociale, ce l’ha in una larga esperienza di solidarismo laico e anche in cultura della solidarietà che è venuta crescendo negli anni”.
“Mi piace, infine, ricordare che alcune città italiane hanno inserito nel loro statuto un articolo apposito dedicato al valore della fraternità come fondante della vita delle loro comunità. Questi sono tutti segni di questo straordinario patrimonio di risorse umane, intellettuali e finanziarie di cui il Paese può disporre e che mobilitandosi accrescono la capacità di offerta di servizi di politiche di sostegno. In tal senso – ha concluso Fassino - la Giornata del Dono è una buona iniziativa perché da visibilità a tutto questo e assicuro che tutti i Comuni che hanno già aderito e altri che stanno aderendo saranno attivamente impegnati a far si che questa giornata abbia successo”. 

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