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Tari, Anci incontra consumatori: "Fenomeno circoscritto, al lavoro insieme su criticità"

14 Dicembre 2017

"La chiarezza delle norme - evidenzia Castelli - è un’esigenza condivisa per Comuni, contribuenti e legislatore"

“Una normativa chiara, che definisca in modo definitivo la disciplina delle pertinenze e le modalità di applicazione delle aliquote Tari”. E’ la richiesta ribadita oggi dal delegato Anci alla finanza locale, Guido Castelli, che nella sede del ministero dello Sviluppo economico ha incontrato il Consiglio nazionale dei consumatori e utenti (Cncu). Questa necessità, raccolta dalle associazioni dei consumatori, sarà anche al centro del tavolo di lavoro Anci-Cncu che già dai prossimi giorni lavorerà per stilare un indice delle criticità relative alla disciplina della Tari.
Il fenomeno della contestata applicazione della parte variabile Tari ad alcune pertinenze, al centro del dibattito pubblico delle ultime settimane, è stato circoscritto dai rappresentanti dell’Anci, tra cui anche il responsabile dell’area finanza locale Andrea Ferri: “Da una prima analisi condotta sui regolamenti Tari delle 220 città più popolose risulta che solo in due Comuni si sono verificate applicazioni improprie delle aliquote, che comunque riguardano cifre irrisorie per le singole famiglie”.
“La questione – aggiunge però Castelli – deve essere a nostro avviso occasione per sollecitare insieme, Comuni e associazioni, la necessità di ovviare all’eccessiva genericità della norma rispetto alla trattazione delle pertinenze ai fini Tari. Al di là della fattispecie relativa ai due Comuni citati, infatti, la legge al momento non definisce un comportamento univocamente legittimo: la conseguenza diretta è che diventa impossibile individuarne uno illegittimo, al di là dei due casi limite segnalati dalla ricognizione dell’Anci. Inoltre – aggiunge il delegato Anci – pensiamo sia auspicabile lavorare insieme sulle prospettive di cambiamento delle norme vigenti, che potrebbero incidere sul peso della Tari a carico delle famiglie: parlo ad esempio delle modifiche annunciate sull’assimilazione dei rifiuti, che se ‘alleggerissero’ la quota Tari a carico delle imprese potrebbero avere ricadute negative sulla quota a carico delle famiglie. La chiarezza delle norme - conclude Castelli - è un’esigenza condivisa per Comuni, contribuenti e legislatore".

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