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Welfare e Sicurezza

Decreto sicurezza: Anci Lombardia invia una nota alla Camera

15 Novembre 2018

Le richieste dei Comuni, documento disponibile online

Anci Lombardia ha inviato ai capogruppo della Camera le osservazioni in merito al Decreto di conversione in Legge del DL 4 ottobre 2018 n.113 “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché' misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.
L’elaborazione del documento ha visto il coinvolgimento dei Comuni lombardi, che sono stati invitati a proporre le loro osservazioni per essere raccolte dai dipartimenti welfare e sicurezza dell’Associazione.

Grazie ai contributi raccolti e al confronto tra gli organi associativi durante il Consiglio Direttivo di Anci Lombardia del 9 novembre, la nota inviata ai Parlamentari ha preso “atto che, nonostante la materia oggetto del Decreto Legge abbia un acclarato quanto notevole impatto sui Comuni che da anni, con grandi difficoltà, affrontano le relative problematiche, il Governo ha ritenuto di non avviare la necessaria discussione dei contenuti del decreto legge in oggetto con l’Anci Nazionale”.
Anci Lombardia evidenzia infatti come sia stato “solo in data 7 novembre 2018 che si è avuto il primo incontro interlocutorio sul tema, ossia in contemporanea con il voto di fiducia del passaggio del Decreto in aula al Senato”, e pertanto “auspica che nell’iter ancora aperto di approvazione finale del provvedimento si possa intervenire almeno sui punti che i Comuni ritengono avere impatti negativi sulle proprie comunità”.

Considerando il merito della materia, “per quanto concerne la parte del decreto relativa al tema dell’immigrazione, Anci Lombardia intende esprimere la propria preoccupazione, peraltro riscontrata direttamente da diverse realtà territoriali, per le norme del Decreto Legge che modificano profondamente la fisionomia del sistema di accoglienza previgente. Tali preoccupazioni sono state condivise da molti Sindaci lombardi, da tempo impegnati nella governance e nella regia di un sistema di accoglienza diffusa ed efficace attraverso il sistema SPRAR, che negli anni si è dimostrato la chiave di volta per realizzare integrazione, nella convinzione che un cittadino integrato, che partecipa ad un sistema produttivo sostenendolo, è un obiettivo di crescita per l’intera comunità”.

In particolare, il documento Anci Lombardia, sostenendo le osservazioni già avanzate da Anci nazionale, chiede il ripristino del permesso per protezione umanitaria solo parzialmente sostituito dall'inserimento nell'ordinamento, di permessi "per motivi speciali"; la prosecuzione del finanziamento del Sistema Sprar, riconfermato nella possibilità di accogliere anche i richiedenti asilo e i titolari di protezione umanitaria, al fine di continuare a privilegiare l’accoglienza diffusa dando continuità ai processi di integrazione, sotto la propria regia e il proprio controllo; il finanziamento dei nuovi progetti Sprar o dei progetti di ampliamento Sprar presentati e ancora in attesa di conferma nonché l'accoglimento delle istanze dei Comuni per il rinnovo dei progetti Sprar già attivi e giunti alla loro naturale scadenza.

Anci Lombardia inoltre condivide la proposta avanzata da più parti e volta a mantenere nel sistema Sprar i richiedenti asilo vulnerabili e i nuclei familiari con minori, sostenendo quindi i Comuni nel compito di dare risposte alle situazioni di fragilità personali e sociali (a titolo esemplificativo, si pensi a fragilità sanitarie, donne sole e con minori, disagio psichico e psicologico), incentivando percorsi di crescita e di autonomia laddove possibili. Infine, come già sottolineato dall’Anci nazionale, l’Associazione lombarda chiede di prevedere sempre l’acquisizione dell’assenso del Sindaco per l’apertura o l’ampliamento di strutture di accoglienza sul proprio territorio, assecondando logiche di sostenibilità territoriale.

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