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Dopo dieci anni il nuovo contratto degli enti locali

16 Aprile 2018

L'iter è ancora in corso e luci e ombre caratterizzano il nuovo CCNL degli Enti Locali

Nutrita partecipazione al convegno organizzato da Anci e Anci Lombardia sul Nuovo Contratto degli Enti Locali.

Stefania Dota e Agostino Bultrini, rispettivamente Vice Segretario Generale e Responsabile Area Personale di Anci, hanno presentato gli elementi generali e le novità del Contratto. Sui punti segnalati dai rappresentanti di Anci è poi intervenuto Michele Bertola, Direttore generale del Comune di Bergamo, che, parlando delle Posizioni Organizzative nel nuovo Contratto, ha sottolineato che il CCNL “pur non essendo una rivoluzione, ne tantomeno ricco di risorse e lasciando aperti alcuni nodi, prosegue il percorso di crescita delle parti, datoriale e sindacale e contiene certamente innovazioni importanti, come per esempio la contrattazione decentrata” (vedi Allegato Posizioni Organizzative). Su quest’ultimo punto e sui nodi da affrontare prima della definita approvazione del Contratto si è invece soffermato Maurilio Segalini, Direttore personale del Comune di Cremona (vedi gli Allegati CronoCremona e Ipotesi di CCNL)

Il convegno è stato introdotto da Pier Attilio Superti, segretario generale di Anci Lombardia, e Giovanni Buvoli, Vice Sindaco di Mantova e presidente del Dipartimento Finanza locale di Anci Lombardia. Entrambe hanno salutato positivamente l’arrivo del nuovo Contratto dopo dieci anni di assenza, ma non hanno mancato anch’essi di sottolineare aspetti problematici. “Troppo spesso il governo non applica a se stesso quanto richiede ad altre amministrazioni”, ha detto il segretario Superti. Sul punto, il presidente Buvoli ha evidenziato, quale esempio, il paradosso legato al fondo per le risorse decentrate. “Per gli incrementi del fondo non è prevista un’esclusione dal tetto del salario accessorio. Per effetto della riforma Madia, il fondo, incrementato in applicazione del nuovo contratto, viene ridotto di pari importo perché è necessario riportarlo all’ammontare del 2016, quando il fondo era privo di qualsiasi incremento contrattuale. Non solo, ma sul fondo vanno imputate le voci retributive che costano di più per effetto degli incrementi del loro valore che il Contratto consente. Va da sé che in tal modo la situazione peggiora ulteriormente”.

Per risolvere il paradosso, Anci Lombardia sta studiando l'ipotesi da proporre alle parti in contrattazione l’adozione di una dichiarazione congiunta in sede di sottoscrizione del Contratto, “con cui si intende sottrarre al vincolo posto alle risorse decentrate dalla riforma Madia tutto ciò che discende in tema di salario accessorio. Lo strumento è stato utilizzato per i dipendenti ministeriale, senza che la Corte dei Conti eccepisse alcun rilievo. Ma come detto, non sempre ciò che vale per il centro vale per le realtà locali, anche se noi speriamo di raggiungere lo stesso risultato.

                                      

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