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NOTIZIA
 
21 Novembre 2009
ANCI DEL NORD: IL DOCUMENTO APPROVATO
L'assemblea dei sindaci convocati dalle ANCI di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Fiuli Venezia Giulia e Veneto ha approvato un documento che chiede misure concrete per i Comuni e annuncia mobilitazioni in caso di risposte negative.
ANCI DEL NORD: IL DOCUMENTO APPROVATO



 


Premesso che


ü  il comparto dei Comuni, così come si evince dai dati ISTAT, ha contribuito al miglioramento dei conti pubblici correggendo il proprio saldo, dal 2004 al 2008, di 2 miliardi e 500 milioni di euro e nel 2008 il saldo è positivo e ammonta a circa 1 miliardo di euro;


ü  il 60% della spesa per investimenti del Paese è sostenuta dai Comuni;


ü  in base alla legislazione vigente il comparto dei Comuni partecipa, nel 2009, al risanamento dei conti pubblici per un importo pari ad 1 miliardo e 340 milioni di euro; per gli anni successivi il contributo dei Comuni è, addirittura, molto più pesante: 1 miliardo e 30 milioni di euro per il 2010 e 1 miliardo e 775 milioni per il 2011; complessivamente quindi ai Comuni nel triennio 2009-2011 è richiesto, in termine di miglioramento dei saldi, un contributo pari a 4 miliardi e 145 milioni di euro;


ü  i Comuni si vedono ridurre le entrate trasferite di almeno 1 miliardo annuo, dovuto all’insufficiente copertura stanziata per coprire il minor gettito derivante dall’esenzione dell’ICI abitazione principale, al taglio dei costi della politica e del taglio di 200 milioni sul fondo ordinario;


ü  il disegno di legge recante disposizioni per la finanziaria per l’anno 2010 non contiene disposizioni che forniscono risposte ai problemi aperti della finanza dei Comuni, in particolare riguardo al patto di stabilità interno ed alle entrate;


 


Appurato che:


ü  il minor gettito derivante dall’abolizione del pagamento dell’ICI  sulla prima casa, disposta dal  decreto legge n. 93/2008, convertito nella legge n. 126/2008, è pari ad almeno  3 miliardi e 400 milioni, così come si desume dal dato aggregato delle certificazioni ai sensi della legge n. 133/2008 nonché da tutte le elaborazioni istituzionali;


ü  gli stanziamenti per compensare il minor gettito Ici ammontano a 2 miliardi e 864 milioni per il 2008 ed a 2 miliardi e 604 per il gli anni successivi, pertanto per l’anno 2008 la somma che manca nelle casse comunali è pari a 536, e per il 2009 ed il 2010 l’importo delle  minori  entrate è di 796 milioni di euro;


ü  che il ricalcolo degli acconti del gettito ICI per gli anni 2008 e 2009, pubblicato ieri dal Ministero degli Interni,penalizza ulteriormente moltissimi Comuni ed alimenta significativamente l’incertezza contabile sugli importi delle cifre da compensare e il disagio amministrativo negli Enti che sono chiamati dalle leggi a programmare e a rendicontare per l’efficienza, ma che sono costretti ad agire in una condizione di crescente instabilità di finanza pubblica;


ü  il suddetto decreto legge n. 93/2008, art. 1 comma 7, prevede l’impossibilità di deliberare aumenti di tributi, addizionali e aliquote fino all’avvento del federalismo fiscale;


ü  il blocco delle entrate si ripercuote tutto sulla riduzione della spesa;


ü  per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità i Comuni saranno costretti nel triennio 2009-2011 a ridurre la spesa totale del 18%, pari a circa 9 miliardi di euro, e considerando che la spesa corrente è difficilmente contraibile a risentirne sarà la spesa per investimenti che si potrebbe ridurre di almeno il 30%;


ü  le regole vigenti sono state varate prima dell’attuale crisi economica ancora in atto; i Comuni potrebbero contribuire a sostenere l’economia in un momento di forte crisi come l’attuale, attraverso il sostegno dei lavori pubblici  di piccola e media entità, con effetti anticiclici sull’economia locale e nazionale, con effetti positivi sull’occupazione delle imprese più deboli;


ü  il Decreto Legge n. 78/2009 convertito nella legge n. 102/2009 ha dato la possibilità di escludere per il solo 2009 dal saldo utile ai fini del patto circa 1,7 miliardi di residui passivi su un totale di 44 miliardi di euro, somma non sufficiente per molti Comuni che sono costretti a bloccare i pagamenti alle imprese;


ü  le giacenze di cassa per gli enti soggetti a patto superano gli 11 miliardi di euro, e i residui passivi in conto capitale si collocano intorno ai 46 miliardi di euro;


ü  i Comuni verosimilmente saranno costretti ad accelerare i pagamenti per la spesa in conto capitale per far fronte al generale ristagno dell’economia e per sostenere i livelli occupazionali, inoltre il Decreto legge n.78/2009 convertito nella legge n. 102/2009 all’art. 9 comma 1 lettera a) punto 2 obbliga il responsabile finanziario ad accertare preventivamente che il programma dei pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica e che la violazione di tale obbligo comporta responsabilità disciplinare ed amministrativa del suddetto funzionario;


 Si Chiede che:



  • a decorrere dall’anno 2010 siano stabilizzate le entrate, in particolare siano immediatamente stanziate le somme necessarie al totale reintegro del mancato gettito ICI prima casa pari a 536 milioni di euro per l’anno 2008 e a 796 milioni per ciascuno degli anni 2009-2010;

·         nell’anno 2010 sia data ai comuni la possibilità di adempiere le obbligazioni assunte attraverso sblocco dei residui passivi in conto capitale, in particolare la possibilità di utilizzare le giacenze di tesoreria fuori dai limiti imposti dal patto;



  • siano immediatamente sospese tutte le sanzioni per il mancato rispetto del Patto di stabilità interno per il 2009, in particolare per i Comuni che impegnano risorse a sostegno della crisi economica ed occupazionale e che abbiano quindi aumentato le spese in conto capitale e quelle relative alle spese nel campo sociale e quelle obbligatorie ;
  • sia eliminata la responsabilità disciplinare ed amministrativa del responsabile finanziario che in base al disposto del decreto legge 78/2009 si trova costretto ad autorizzare pagamenti sulla base di accertamenti preventivi delle regole di finanza pubblica che mutano con cadenza annuale. Tale responsabilità ha infatti la conseguenza di “frenare” l’avvio di procedure che comportino spese di investimento;
  • le regole del patto di stabilità interno siano modificate fin dal 2010, in modo da consentire ai Comuni di sostenere la spesa per investimenti;
  • di rimodulare e quindi rendere sostenibile per il comparto la manovra finanziaria 2010-2012.
  • si prosegua con decisione sulla strada della costituzione dei patti di stabilità regionale per aderire maggiormente alla realtà dei  nostri territori
  • nella fase transitoria di attuazione del federalismo fiscale si trovino soluzioni adeguate per garantire l'autonomia finanziaria ai Comuni attraverso diversi criteri per la definizione dei trasferimenti in base alla virtuosità, alla capacità di investimento, alla qualità dei servizi erogati superando la spesa storica ed anticipando la individuazione dei costi standard
  • che la "carta delle autonomie" risponda pienamente all'esigenza di realizzare parte del federalismo istituzionale definendo le funzioni fondamentali dei singoli livelli istituzionali sulla base del principio di sussidiarietà e recependo le esigenze di differenziazione ed adeguatezza e di incentivo alle gestioni associate con la forma dell'Unione e della Convenzione in modo che si superino le sovrapposizione confusioni di ruoli e competenze tra i diversi livelli istituzionali che oggi provocano allungamento dei tempi, aumento dei costi, non individuazione delle responsabilità
  • che eventuali trasferimenti di compiti e funzioni avvenga con la contemporanea individuazione di risorse e strumenti per poterle svolgere  

si da’ mandato



  • a proseguire con determinazione il confronto col Governo e con le forze politiche per raggiungere gli obiettivi descritti anche con forme di mobilitazione pubblica
  • a valutare ogni possibile iniziativa sia nazionale che locale per far conoscere le nostre ragioni e proposte ai cittadini, per coinvolgere le proprie comunità, per far riconoscere le nostre ragioni anche nelle competenti sedi giudiziarie

 


Milano 20 novembre 2009


 





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