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NOTIZIA
 
19 Luglio 2011
Il resoconto del direttivo del 18 luglio.
Sala Alessi piena di sindaci per parlare della manovra e approvare l'odg di ANCI Lombardia.

IN ALLEGATO: L'ORDINE DEL GIORNO DI ANCI LOMBARDIA

“La manovra correttiva dei conti pubblici si aggiunge ai ripetuti tagli delle Finanziarie degli ultimi anni e mette in grave difficoltà i nostri Comuni. Serve più che mai essere uniti, perché solo così possiamo incidere, nella consapevolezza che vi possano essere misure alternative rispetto a quanto oggi ci viene imposto”. Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ha così evidenziato il malessere delle pubbliche amministrazioni locali nel corso della riunione congiunta del Direttivo e dell’Esecutivo di ANCI Lombardia allargato alle forze sociali, alle associazioni di categoria e ai parlamentari che si è svolto nella Sala Alessi di Palazzo Marino.
“Serve in particolare – ha aggiunto Pisapia – incidere sugli sprechi, non sulle istituzioni che sono più vicine al cittadino. Da questa riunione la volontà di mettere insieme un documento unitario che rappresenti non solo la protesta, ma anche e soprattutto la proposta delle autonomie locali della Lombardia”.

“Il nostro intendimento – ha aggiunto il presidente di ANCI Lombardia Attilio Fontana – è certamente di tipo istituzionale, a difesa dei diritti dei cittadini. I sindaci e le nostre amministrazioni hanno già contribuito al risanamento della finanza pubblica. Siamo gli unici ad avere i conti in ordine e a presentare un saldo positivo. Tutto questo perché abbiamo già subito tagli nel numero dei consiglieri, degli assessori, degli emolumenti. Li abbiamo accettati con senso di responsabilità. Ora però ci opponiamo a ulteriori ridimensionamenti che significano tagli nei servizi da erogare. Chiediamo che si intervenga laddove è necessario e pari dignità dei Comuni con gli altri livelli istituzionali”.
“Tra le richieste il riconoscimento della necessità di un patto di stabilità territoriale. Questa è una manovra offensiva delle nostre autonomie. Negli investimenti siamo scesi del 20% nel 2010, rischiamo di andare oltre il 30% quest’anno e, se il trend continua, faremo registrare un significativo -60% nel 2014. Ma come si può sperare in una reale ripresa senza l’apporto  dei nostri Comuni che da sempre rappresentano un punto fermo per l’intera nostra economia? La nostra parte l’abbiamo sempre fatta e chiediamo di poter continuare a svolgerla. Invece altri, con i conti certamente in rosso, continuano a ritardare, a posticipare. Nessuno dei grandi centri di spreco viene nei fatti toccato. Mi riferisco – una su tutte – alla sanità. La nostra regione assiste ogni anno 180 mila pazienti che vengono da altre realtà, da regioni che presentano grandi deficit. E lo stesso vale per le regioni a statuto speciale che neppure vengono sfiorate dai tagli. Siamo in questo decisi a interrompere un meccanismo perverso che ci penalizza oltremisura e che si è fatto opprimente e insopportabile”.

“La virtuosità e la qualificazione della spesa pubblica in Lombardia – ha poi detto Lorenzo Guerini, sindaco di Lodi -  hanno dato un grande contributo al risanamento dei conti pubblici. Ma disgiungere la manovra di questi giorni dal Dl78 della scorsa estate è un grave errore. Attenzione anche ad accettare questo campo di gioco, penalizzante perché per noi tutto in salita. Ci sono poi dei passaggi, al di là del peso ingiustificato che viene a noi assegnato, che risultano particolarmente odiosi e penalizzanti, laddove vengono individuate manovre elusive del Patto di stabilità. Se questo è il contesto dobbiamo dire che il federalismo forse non è ancora morto, ma è quantomeno molto, molto malato. E’ a rischio la sua stessa sopravvivenza”.
Sconforto e delusione sono stati espressi dal sindaco di Assago Graziano Musella che ha avanzato una proposta concreta: “Diamo la possibilità ai Comuni virtuosi – ha sostenuto – di poter utilizzare per investimenti almeno una parte dei propri soldi al di fuori dal patto di stabilità”.

Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo,  ha evidenziato che “bisogna affrontare crisi e sacrifici nelle specifiche autonomie. La fase della responsabilità deve coinvolgere tutti ed è condivisibile l’ordine del giorno di ANCI Lombardia che rappresenta un richiamo forte a queste necessità. A Milano e Comuni dell’hinterland propongo di fare sistema su temi importanti come le imprese e lo sviluppo; nuove politiche territoriali; gli immigrati che non rappresentano solo un tema socio-assistenziale; gli anziani”.

Nel dibattito sono poi intervenuti rappresentanti dei sindacati che hanno evidenziato quanto alto sia il malessere e l’arrabbiatura per una manovra che rischia di mettere in crisi la coesione sociale: iniquo è il ticket sanitario  così come è iniquo aver salvato i costi della politica a fronte di tagli così pesanti e generalizzati.

L’onorevole Bruno Tabacci, neo assessore al Comune di Milano, si è detto “solidale con quanto affermato dal presidente di ANCI Lombardia Attilio Fontana, evidenziando che il sistema delle autonomie locali deve interrogarsi sul punto di caduta di questa crisi. Per questo serve parlar chiaro ai cittadini e, come Anci, porsi come possibile punto di equilibrio a livello nazionale. Nel paese c’è un 25-30% di economia sommersa non più sostenibile. E chi evade sta al Sud quanto al Nord. Lo stesso vale per la sanità: ci può essere spreco anche laddove c’è efficienza. La Lombardia insomma non è esente da pecche, specie sul fronte delle privatizzazioni. La sfida che abbiamo davanti è dura, impegnativa. Ma se non ce la facciamo a Milano… Insomma ce la dobbiamo fare”.

Giulio Gallera
, vicepresidente di ANCI Lombardia ha evidenziato “i tanti contenuti della riunione, che vanno ben oltre i piagnistei. Certo oggi la sala è piena, ma sono troppo pochi i parlamentari presenti. La battaglia di ANCI è comunque da sempre trasversale, nell’interesse delle autonomie locali. Come ANCI Lombardia abbiamo predisposto anche uno studio sui criteri di virtuosità, che è unico e che ora è a disposizione di tutti, come base vera su cui poter lavorare. Certo la strada è difficile. Per vincere questa ennesima sfida chiediamo serietà. La strada è una sola: rilanciare il merito”.

Nel dibattito sono poi intervenuti il consigliere regionale Alessandro Alfieri e l’onorevole Erminio Quartiani. “La Regione e Anci Lombardia – ha detto Alfieri – stanno delineando una nuova applicazione del patto di stabilità territoriale. Stiamo discutendo sulle cifre: 70 milioni di euro sembra il livello raggiungibile e sui criteri di virtuosità”. “Lavorare per costruire insieme una piattaforme di richiesta e proposte – ha aggiunto Quartiani – è l’obiettivo in vista dell’autunno, quando si dovrà riscrivere la Legge sulla stabilità che ridisegnerà i contenuti del patto di stabilità. Servono inoltre parole chiare sul federalismo e sulla carta delle autonomie da troppo tempo ferma”.
 

Ermano Pasini, presidente della Comunità Montana della Valsabbia, ha posto l'accento sulla necessità di organizzare i servizi anche all'interno delle gestioni associate, prendendo spunto dalla sua comunità monatan, che svolge anche la funzione di unione di comuni. "E quello di 5000 abitanti è un limite basso", conclude.

I piccoli Comuni sono invece stati al centro dell’intervento di Ivana Cavazzini, responsabile del Dipartimento di ANCI Lombardia. “Non siamo direttamente colpiti dai tagli – ha detto la Cavazzini – perché i piccoli comuni sono esclusi dal patto di stabilità. Ma si colpisce, anche duramente, il cittadino e questo inevitabilmente ricadrà su di noi. Ci sono poi provvedimenti penalizzanti per i piccoli Comuni che entrano qua e là nelle varie leggi. Tutto questo viene fatto per eludere la concertazione e la condivisione. Così non ci si ritrova più nel percorso di riforma che invece dovrebbe essere patrimonio comune”.

Ponendo in votazione il documento di sintesi – approvato all’unanimità – nelle sue conclusioni il presidente Attilio Fontana ha rilevato l’utilità dell’incontro, che avrà un seguito già a settembre con un altro Consiglio Direttivo allargato, che costituirà un po’ gli Stati generali delle autonomie locali. “Come Comuni e come Lombardia – ha concluso Fontana – abbiamo già fatto la nostra parte, ma continueremo a farla. Sappiamo che i nostri sindaci e i nostri amministratori hanno subito ripetute angherie. Ma sappiamo anche di essere parte istituzionale. E come tale continueremo ad agire. Nell’interesse di tutti”.







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