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I giovani di Servizio Civile dal Papa: "siete una forza preziosa"

28 Novembre 2016

In Vaticano l'incontro con il pontefice Francesco I

Tra i 7mila giovani volontari e operatori del Servizio Civile Nazionale arrivati da ogni parte d’Italia in Vaticano, sabato 26 novembre 2016, per l’udienza di Papa Francesco I era presente anche una delegazione di 100 ragazzi in servizio presso i Comuni di Anci Lombardia.
L'incontro con il pontefice è stato guidato dal giornalista Franco Di Mare, che ha individuato in “servire” la parola chiave sia del Giubileo della Misericordia, sia dell’agire quotidiano del servizio civile.
Luigi Bobba, sottosegretario al lavoro, ha indirizzato alla platea un richiamo preciso: “Oggi servono ponti, non barriere. E oggi, niente rappresenta un ponte migliore del Servizio Civile, tra le persone, le identità, le culture. Lo ha ricordato il presidente Mattarella, dobbiamo tenerlo a mente sempre”. Bobba ha aggiunto: “Il Servizio Civile è anche uno strumento di inclusione per tutti i nuovi cittadini che raggiungono il nostro Paese alla ricerca di un futuro migliore. E’ stato e sarà sempre un modo per dare un senso migliore alla propria vita, per i 350mila ragazzi che lo hanno intrapreso dal 2001 e per gli oltre 800mila che hanno fatto obiezione di coscienza dal 1972”. Bobba ha concluso definendo il Servizio Civile “una bella storia di cui andare orgogliosi” e ha auspicato, che sulla scorta di quanto già aveva indicato Papa Woityla, diventi la base per costruire dei veri e propri corpi di pace permanenti, “di cui oggi più che mai avvertiamo il bisogno”.

Papa Francesco: "vostro servizio utile e prezioso"
E poi è arrivato il momento del Pontefice: la sala è esplosa, tra canti, applausi e tante lacrime di commozione. Le sue parole hanno riempito gli spazi e il cuore dei presenti: “Sono felice di essere qui con voi oggi, a 15 anni dalla istituzione del Servizio Civile Nazionale. Voi siete una forza preziosa, dinamica, date un apporto unico per realizzare la società solidale, a tutela dei soggetti più deboli. Temo quando vedo la corsa al riarmo, quando vedo il povero vissuto come una minaccia, quando vedo criteri e prassi improntati all’indifferenza e alla sopraffazione che rendono più povera la vita di chi è dimenticato o discriminato e di chi dimentica o discrimina. Mediante il vostro servizio dovete svolgere una funzione critica e profetica che mostri quanto sia possibile pensare e agire in modo diverso. Grazie all’Italia per il lavoro che fa in direzione dell’accoglienza dei migranti e di quanti hanno bisogno di un sostegno per ricominciare; grazie a chi aiuta le popolazioni colpite dal terremoto, a cui rinnovo la mia vicinanza e il mio incoraggiamento: tutte queste realtà diventino per voi occasione di crescita".
E in conclusione, Papa Francesco ha aggiunto: "Vi auguro di seguire la via che dà gioia e pienezza alla vita: ognuno può cercare la più adatta, lungo coordinate comuni, quelle per esempio del Servizio Civile. Un Servizio che va controcorrente rispetto ai modelli dominanti, ma che dimostra quanto ognuno di noi si senta realizzato solo quando è utile per qualcuno. E questo non ci fa mai sentire soli.
Prendete come modello di umanità Gesù che ha fatto posto in sè stesso per gli altri, sino a donare la vita. E alle istituzioni chiedo di farsi carico di uno spirito che sia sempre più solidale, sino a pervadere tutte le amministrazioni pubbliche e le azioni quotidiane".
Tra i saluti portati al Santo Padre, quelli del Ministro Giuliano Poletti, che lo ha ringraziato per la forza che sa trasmettere ai sindaci, impegnati ogni giorno a costruire una società “in cui è chiaro che se chi ci sta accanto non sta bene, non possiamo stare bene nemmeno noi”. E ha concluso auspicando la nascita di una protezione sociale, oltre che civile che davvero dia sostegno alle persone in difficoltà.

 

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