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Premiare i comuni virtuosi, rivedere i meccanismi dei trasferimenti

9 Marzo 2009

Intervento del Sindaco di Vimercate, Paolo Brambilla, sui temi della finanza locale.

Apprezzo molto l’iniziativa che l’ANCI Regionale sta assumendo in merito all’eccessiva rigidità delle norme del patto di stabilità 2009, che stanno strangolando le finanze dei nostri Comuni, ed anche del Comune di Vimercate, che ho l’onore di amministrare.
Lo scorso 30 gennaio 2009, proprio anticipando le criticità che il nostro Presidente Guerini ben richiama (i tagli delle finanziarie, l’Ici non interamente rimborsata, il blocco degli avanzi di amministrazione, i tagli al fondo sociale, l’indisponibilità delle risorse derivanti da alienazioni, ecc), il nostro Comune ha approvato il Bilancio di Previsione 2009-2011 non rispettando gli obiettivi del patto. Ritengo che siamo stati eletti per amministrare le nostre città avendo quale primo mandato quello di garantire servizi ed opere ai nostri cittadini, gestendo bilanci contabilmente equilibrati. Se una regola è ingiustamente coercitiva, beh, qualcuno si prenda la responsabilità di fermarci e di venire a spiegare ai nostri cittadini le ragioni per le quali lo fa.
Vi chiederei però di orientare la protesta e le prossime iniziative, con maggiore forza rispetto a quanto fatto finora, anche su un obiettivo forse più ambizioso, che tutti proclamano ma che nessuno ha il coraggio di affrontare con organicità: quello di articolare un più equo sistema dei trasferimenti dello Stato.
Perché vedete, alle difficoltà che tutti abbiamo per rispettare il patto di stabilità, qualche Comune, come il mio, vede applicare nei suoi confronti un livello dei trasferimenti pro-capite che, pur essendo tecnicamente ineccepibile, ha elementi di iniquità madornali.
Pur ammettendo che i trasferimenti debbano essere dimensionati in funzione del numero degli abitanti, delle responsabilità territoriali, della superfiche, dei libelli di infrastrutturazione dei vari Comuni, ed anche da concetti di solidarietà, mi riesce difficile spiegare ai mie cittadini perché, nell’erogare loro servizi, il nostro Comune debba usufruire di trasferimenti notevolmente inferiori ad altri.
Nonostante questa disparità, sono disposto a confrontare in qualsiasi sede i dati di efficienza del mio Comune con quello di altri enti. Perché siamo un Comune che lo scorso anno si è guadagnato la certificazione di qualità, nel quale la spesa corrente è sotto controllo, in cui operiamo con venti addetti in meno rispetto al 2005, in cui non abbiamo un lavoratore precario, in cui lo sportello dei servizi al cittadino è aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 19.00, in cui il livello dei servizi è definito in sei Carte dei Servizi, in cui gli indici contabili di virtuosità sono discutibili (un’incidenza delle spese per il personale sulle spese correnti pari al 31%, e sulle entrate correnti pari al 29% per dirne due). Ed anche il Ministro Brunetta, già dalla scorsa estate,  ci ha individuato tra i 100 Comuni esempio di efficienza.
Forse, se fosse generalizzato, uno sforzo come quello compiuto dal nostro Comune potrebbe consentire di avere maggiori risorse per gestire un più equo sistema di trasferimenti. Ed invece la penalizzazione si perpetua ogni anno, in modo sembra immutabile.
Vi chiedo dunque di mirare alto, perché da una “battaglia” giusta sul patto di stabilità possa partire un serio confronto su un federalismo fiscale dove prevalgono logiche di equità generale sugli ingiusti squilibri di oggi.
 
 
 
 
 
 
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