Anci Lombardia



Notizie Circolari Multimedia Dipartimenti AGENDA BILANCIO SOCIALE

Chi Siamo Organi Come associarsi Contatti Newsletter Lavora con noi Amministrazione trasparente

Accedi
NOTIZIE

Scanagatti ad Affaritaliani: ''Con i tagli lineari sarà catastrofe''

30 Ottobre 2014

Pubblichiamo l'intervista al Presidente di Anci Lombardia rilasciata a Fabio Massa di Affaritaliani

Presidente Scanagatti, Renzi dice: "Discutiamo ma i saldi non si toccano".
Non è una buona notizia. Bisogna capire che cosa vuol dire che i saldi non si toccano. Il problema è come si arriva a definire questi saldi. Noi abbiamo detto chiaramente che il taglio lineare non si può applicare ai comuni. In quest'ottica il tema dei costi standard è assolutamente prioritario. Così andiamo a definire le riduzioni in modo più equo. La posizione di Renzi deve essere chiarita in modo più preciso.
Sindaco, a quanto ammontano i tagli?
Anche su questo c'è incertezza. Sembrerebbe che ci sono un miliardo e 200 milioni di tagli. Ma questo comprende la misura della riduzione di risorse per 300 milioni già preventivata oppure no? Perché se non lo comprende, vuol dire che i tagli ammonterebbero a un miliardo e mezzo. Stiamo parlando di una differenza del 20 per cento. Non è di certo poco.
Renzi parla anche di tassazione unica.
E' quello che noi auspichiamo. Non può però essere una tassazione aggiuntiva. Non possiamo alzare la pressione fiscale. Questo che sia chiaro. Vorrei anche fare una proposta: che le tasse sui fabbricati di tipo D, ovvero quelli industriali e commerciali, che attualmente transitano attraverso il Comune che fa da esattore ma poi vengono incassati dallo Stato, rimangano sul territorio. E' giusto che queste risorse vengano lasciate ai comuni. Solo in quest'ottica potremo agire con equità, modulando le detrazioni e tutelando le fasce più deboli della popolazione.
Mi faccia dire: tutte le volte siete pronti a ribellarvi. Ma alla fine che la fate sempre...
Questo è vero. Fino a un po' di tempo fa sembrava che si potesse stringere continuamente la cinta. Ma adesso non è più possibile, perché i pantaloni non stanno più su e perché la cintura non ha più buchi. Questa situazione è davvero pesante. Le altre volte eravamo riusciti a mantenere i servizi. Ma questa volta no, non è più possibile: se le risorse saranno ridotte ulteriormente saremo costretti a tagliare i servizi.
Che tagli ci potrebbero essere?
Di tutti i tipi. I margini di manovra dei comuni sul bilancio sono minimi. Stiamo parlando al massimo di qualche punto percentuale. Gli altri costi sono incomprimibili: personale, ammortamento dei mutui e appalti già commissionati.
Facciamo esempi concreti.
Potremmo dover tagliare l'assistenza agli anziani, le scuole, gli insegnanti di sostegno, il trasporto scolastico, le mense, i buoni acquisto per il diritto allo studio. Sui trasporti il tpl viene gestito su base provinciale, ma in Regione Lombardia, a fronte dei 960 milioni di taglio, 155 sono di ulteriori riduzioni su questo capitolo. Tradotto per i cittadini vuol dire far sparire letteralmente corse o linee e lasciare a casa gli autisti. E ancora: già abbiamo azzerato i contributi nei confronti delle società sportive, ma potremmo non garantire più l'apertura delle palestre dopo l'orario scolastico. Il taglio del governo potrebbe tradursi in riduzione dell'orario delle biblioteche, che già stanno in piedi in larga parte grazie al volontariato. Ci potrebbe essere una contrazione dell'orario di apertura dei musei. E scordiamoci il fatto che ci possano essere festival, mostre, feste. Le nostre città saranno più ingiuste e meno vivibili.
E' vero che penalizzata è sempre la Lombardia?
Guardi, il tema è quello dei costi standard. Il costo di un servizio deve essere uguale da tutte le parti. Con una avvertenza però: perché la qualità deve essere la stessa. Non che ci sono comuni che vengono dipinti come virtuosi perché risparmiano ma alla fine si scopre che non erogano i servizi. Così sono capaci tutti.

www.affaritaliani.it
ANCI Lombardia © 2024  |  C. fiscale 80160390151  P. Iva 04875270961